Indice
Rappresentazione del digiuno intemittente tramite elaborazione fotografica con una sveglia che ha forchetta e coltello al posto delle lancette
Il semidigiuno invece è un’alternativa al digiuno che prevede una forte riduzione della quota calorica

Quali sono le differenze tra digiuno e digiuno intermittente?

Il digiuno è l’astensione totale dei nutrienti solidi mentre è previsto che si possa bere. Il semidigiuno invece è un’alternativa al digiuno che prevede una forte riduzione della quota calorica. In genere si parla di una riduzione dal 30% al 50% fino arrivare anche al 60% della quota calorica normalmente introdotta. La quota di calorie che viene assunta si aggira quindi intorno alle 700 Kcal.

La composizione nutritiva della dieta durante il digiuno intermittente ha delle percentuali diverse da quelle normalmente assunte. Infatti vi è una riduzione importante soprattutto della quota di carboidrati e una maggiore quantità della quota di lipidi.

Come viene gestito il semidigiuno?

Il semidigiuno può essere declinato in diversi modi: può essere effettuato un giorno alla settimana, oppure due o più giorni a settimana. Sarà compito del personale medico decidere se la pratica del digiuno o del semidigiuno può essere portata avanti per due o più giorni a settimana. Si sconsiglia dunque il fai da te. Soltanto un medico specializzato può verificare le modalità più corrette in base alle condizioni e allo stato di salute di ogni individuo.

Diete chetogeniche e digiuno intermittente

Le diete chetogeniche sono diete con un basso apporto di carboidrati, un elevato apporto di lipidi o un normale apporto di proteine. Le finalità di un digiuno intermittente possono essere molto diverse: digiuno terapeutico o anche semplicemente digiuno per star bene.

Negli ultimi tempi si parla molto di queste diete e sembra essere diventata anche una moda. Tra i primi a parlare dell’importanza del digiuno sia nella prevenzione che nel trattamento del tumore fu la Fondazione Umberto Veronesi. Anche Valter Longo, con le sue ricerche comparse su diverse riviste internazionali e su diversi giornali nazionali, ha parlato dell’importanza del digiuno e del digiuno intermittente.

Digiuno terapeutico

Quali sono le indicazioni mediche più frequenti del digiuno terapeutico o del semidigiuno terapeutico? Sicuramente l’azione antinfiammatoria, all’interno della quale rientrano molte patologie: tutte le patologie metaboliche, cardiovascolari, ipertensione, sindrome metabolica, aumento di peso e tante altre patologie.

Si parla di digiuno terapeutico o del semidigiuno terapeutico anche come trattamento anti invecchiamento. Viene proposto inoltre come programma anti-aging perché digiunare o semi digiunare per qualche giorno può portare ad una sorta di ringiovanimento delle cellule, tra cui anche i neuroni. L’intero organismo potrebbe trarre beneficio grazie ad una sorta di riprogrammazione delle cellule.

Il digiuno terapeutico viene anche proposto durante la cura di alcuni tumori o nella prevenzione oncologica. Sicuramente quando si tratta di tumori si raccomanda sempre di seguire un percorso orientato da medici, questo perché durante patologie importanti, come quelle oncologiche con trattamenti chemioterapici, non si può mai pensare a diete o digiuni senza prescrizioni mediche.

Dieta digiuno

La dieta digiuno non prevede le due portate classiche per ogni pasto ma una portata unica. Un piatto composto con una data percentuale di proteine e molta verdura. Alcune diete semidigiuno hanno sia a pranzo che a cena la presenza di sola verdure e non prevedono carboidrati. La frutta non rientra in alcune diete semidigiuno o nella diete chetogenica perché contiene una quota di zuccheri elevata che supera la percentuale prevista.

È sconsigliabile anche in questo caso una dieta fai da te. Le variabili che possono portare ad una diversificazione delle quantità e degli alimenti presenti nella dieta cambiano da persona a persona. Ad esempio una persona che pesa 50kg avrà una dieta differente da una persona che pesa 90kg. Una donna di 20 anni avrà una dieta digiuno diversa da una donna di 70 anni.

Occorrerà personalizzare la dieta in base alle esigenze della persona, dal tipo di lavoro che fa, dai dei mese dell’anno in cui decide di effettuarla. Per esempio nei mesi estivi questa dieta non è consigliabile, questo perché può portare ad un abbassamento importante della pressione. Nei mesi primaverili ed estivi servirà incrementare l’assunzione di liquidi e infusi (senza zucchero) o di altre sostanze idratanti con un contenuto di sali per togliere la stanchezza.

Accorgimenti

  • Prolungare il digiuno per più di due giorni potrebbe portare l’organismo ad una sorta di riprogrammazione nella formazione dei corpi chetonici. In questo caso il corpo potrebbe sentire molto meno la fatica rispetto quello che ci si immagina. Per questo motivo è assolutamente importante che sia il personale medico specialistico a prescrivere il digiuno intermittente o il digiuno se questo supera la frequenza di un giorno a settimana. La dieta dovrà inoltre essere evitata in casi di anemia, in caso di gravidanza o in caso di carenze gravi.
  • In altri casi è possibile ricondurla al classico consiglio della nonna: “un giorno alla settimana anche se mangi poco o solo un brodino va bene lo stesso”.

Guarda l’intervista completa alla Dott.ssa Etta Finocchiaro.