L’alfa-Klotho è una proteina prodotta principalmente dai reni, che gioca un ruolo cruciale nella regolazione del metabolismo del calcio e dei fosfati, e nel rallentamento dell’invecchiamento cellulare.
Può esistere in due forme:

  • di membrana, dove agisce come co-recettore per i fattori di crescita dei fibroblasti (FGF23),
  • solubile, rilasciata nel sangue, con funzioni protettive più ampie.

Livelli ridotti di alfa-Klotho sono associati all’invecchiamento e a diverse patologie croniche. Al contrario, un suo aumento sembra avere effetti protettivi e potenzialmente terapeutici.

Lo sviluppo dei test ematici per misurare la Klotho è recente: attualmente sono utilizzati soprattutto in ricerca clinica e non ancora validati su grandi numeri di popolazione. Tuttavia, rappresentano uno strumento molto promettente per la valutazione dello stato biologico dell’organismo.

Ruoli e funzioni dell’alfa-Klotho

  • Metabolismo minerale: come co-recettore di FGF23, regola l’assorbimento di calcio e fosfati e la sintesi della vitamina D.
  • Anti-invecchiamento: è considerata un vero soppressore dell’invecchiamento: studi su modelli animali hanno mostrato che una sua carenza porta a sintomi simili all’invecchiamento precoce.
  • Effetti antiossidanti e antinfiammatori: mostra proprietà di riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica, due dei principali fattori che accelerano i processi degenerativi.
  • Protezione cardiovascolare e cerebrale: i molteplici effetti benefici includono il sostegno alle funzioni cognitive e la protezione del cuore e dei vasi sanguigni.

Meccanismi protettivi

Gli effetti dell’alfa-Klotho derivano in gran parte dall’inibizione di molecole e vie metaboliche coinvolte in infiammazione e proliferazione cellulare:

  • TGF-β
  • IGF-1
  • NF-kB
  • Wnt/β-catenina (via associata alla proliferazione tumorale)

In questo modo, l’alfa-Klotho contribuisce al mantenimento di uno stato di salute generale e contrasta l’insorgenza di patologie croniche età-correlate, compresi alcuni tumori.

Perché misurare i livelli di alfa-Klotho nel sangue

Associazione con l’invecchiamento

I livelli di Klotho tendono a diminuire con l’avanzare dell’età, riflettendo lo stato biologico del corpo.
Con l’avanzare dell’età i livelli di alfa-Klotho tendono a diminuire progressivamente. Questo calo non riguarda soltanto un parametro di laboratorio, ma riflette in modo diretto il nostro stato biologico: in altre parole, può rivelare se il corpo sta invecchiando più rapidamente o più lentamente rispetto all’età anagrafica.

Importanza clinica

La misurazione può aiutare a comprendere il rischio individuale di patologie croniche e guidare strategie preventive personalizzate.
Sapere qual è il proprio livello di alfa-Klotho può offrire indicazioni preziose. Infatti, la misurazione permette di valutare meglio il rischio individuale di sviluppare patologie croniche legate all’invecchiamento, come malattie cardiovascolari, osteoporosi o insufficienza renale. Non si tratta quindi solo di “curiosità scientifica”, ma di uno strumento che aiuta i professionisti a impostare strategie preventive mirate e personalizzate.

Ruolo nelle patologie

È implicata in malattie come:

  • insufficienza renale cronica,
  • osteoporosi,
  • arteriosclerosi,
  • disturbi neurodegenerativi.

Il test Klotho: innovazione nella prevenzione

Il test ematico dell’alfa-Klotho rappresenta una delle novità più interessanti nella ricerca sulla longevità.
Non è ancora un esame di routine, ma può fornire informazioni preziose a chi desidera conoscere meglio il proprio invecchiamento biologico e adottare un piano di prevenzione basato su dati scientifici.

Consulenza nutrizionale e personalizzazione

Il risultato del test deve sempre essere interpretato da un professionista. Una volta inserito nel quadro clinico complessivo, può diventare uno strumento utile per:

  • studiare percorsi alimentari e nutrizionali personalizzati,
  • individuare strategie di prevenzione anti-aging,
  • supportare la salute di ossa, cuore e cervello.