Elaborazione 3D di cellule del candro
Dieta e prevenzione

Oncologia

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro che ha espresso una valutazione del grado di evidenza della relazione tra una serie di alimenti, l’obesità e l’attività fisica con i tumori più frequenti. 

Sulla base di un’attenta valutazione dei risultati che la ricerca scientifica ad oggi ci offre, un panel di esperti ha stilato alcune raccomandazioni per la prevenzione. (www.wcrf.it)

Descrizione

Raccomandazioni per la prevenzione

  1. Mantieniti magro.
  2. Mantieniti fisicamente attivo ogni giorno.
  3. Limita il consumo di alimenti ad alta densità energetica ed evita le bevande zuccherate.
  4. Limita il consumo di carne rossa ed evita il consumo di carni lavorate e conservate.
  5. Evita o fa un uso moderato di bevande alcoliche.

Microbiota e immunoterapia per il cancro

Un microbiota sano può creare un contesto immunologico globale a favore di una maggiore sensibilità a interventi terapeutici specifici come l’immunoterapia. Sono state osservate molte correlazioni consistenti tra microbiota intestinale sano e maggiore risposta alla terapia, ma questi risultati sono nell’ambito di studi osservazionali, vanno replicati su più larga scala.

Sicuramente la strada è quella giusta. E oltre all’immunoterapia, il microbiota potrebbe avere una sua validità anche per quanto riguarda la chemioterapia, che può impattare il sistema immunitario attraverso vari meccanismi dei cambiamenti nella diagnosi e nella terapia.

Tumore del seno

Anche nel tumore del seno ci sono molti lavori che hanno preso in esame la forma triplo negativo ((ER - PR-, HER2-), a tutt’oggi con prognosi spesso sfavorevole, e il sottotipo Luminal A (ER+, PR+, Ki67<20, HER2-), caratterizzato da una prognosi invece favorevole.

Il sottotipo Luminal-A e il triplo negativo, potrebbero avere delle differenze sia nella composizione della comunità batterica, sia per quanto riguarda il genoma. . Il microbioma sta quindi assumendo sempre più un ruolo quale biomarcatore, ma attenzione ad accelerare troppo i tempi.

Consumo di zuccheri e tumore

Una delle domande più comuni che i dietologi oncologici sono chiamati a rispondere riguarda il modo in cui lo zucchero potrebbe "nutrire" il cancro. Harvard Medical School, asserisce che i livelli ematici di insulina sono molto più significativi dei livelli di zucchero nel sangue quando si tratta di cellule tumorali. Per decenni, i ricercatori hanno studiato un tipo di enzima noto come PI3K. La via di segnalazione PI3K influenza la crescita, la sopravvivenza e la capacità di diffusione delle cellule tumorali. Le mutazioni genetiche che aumentano la segnalazione PI3K sono comuni nel cancro e l'insulina attiva la segnalazione attraverso questa via.

Tuttavia, in risposta a un pasto ricco di carboidrati, la glicemia aumenta, spingendo il corpo ad aumentare la produzione di insulina. Livelli di insulina più elevati riattivano quindi il percorso PI3K, "lavorando contro" gli effetti della terapia antitumorale mirata.

Dieta chetogenica e digiuno intermittente

Gli autori hanno presentato la ricerca di uno studio in cui una dieta chetogenica combinata con il trattamento con inibitori PI3K ha aumentato significativamente l'efficacia del trattamento anche più dei farmaci che controllano la glicemia riducendo l'insulina. Tuttavia, è importante notare che queste ricerche sono ancora nelle fasi iniziali e non vanno mai intraprese da soli ma solo dopo valutazione di personale medico qualificato.

Le diete progettate per abbassare i livelli di insulina, sia attraverso una dieta chetogenica o a basso contenuto di carboidrati, sia attraverso una diminuzione delle calorie o il digiuno intermittente, non hanno ancora dimostrato un miglioramento degli esiti specifici del cancro negli esseri umani, osservano i ricercatori del Sloan Kettering, ma sono in corso numerosi studi in merito.

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